
Fibromialgia
Contenuto rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista ·
La fibromialgia è una condizione di dolore cronico diffuso, presente da almeno tre mesi in più parti del corpo, spesso accompagnato da stanchezza, sonno non ristoratore e difficoltà di concentrazione. Non dipende da un danno a muscoli o articolazioni: nasce da un'alterata elaborazione del dolore da parte del sistema nervoso, che diventa più sensibile agli stimoli. È una condizione reale e riconosciuta, più frequente nelle donne, che si gestisce al meglio con un percorso che unisce esercizio, cura del sonno, supporto psicologico e, quando servono, farmaci mirati.
Sintomi
- dolore diffuso, spesso descritto come muscolare, che può spostarsi e variare di intensità;
- stanchezza persistente, anche dopo una notte di sonno;
- sonno leggero o non ristoratore;
- difficoltà di memoria e concentrazione (la cosiddetta «fibro fog»);
- sensibilità aumentata al tatto, al freddo, ai rumori; a volte mal di testa, colon irritabile, formicolii.
Perché fa male
Nella fibromialgia i tessuti non sono danneggiati: è il sistema nervoso che amplifica i segnali dolorosi e li elabora in modo alterato, un meccanismo chiamato sensibilizzazione centrale. Per questo il dolore è reale anche se gli esami risultano normali. Stress prolungato, disturbi del sonno, traumi o altre condizioni dolorose possono favorirne la comparsa o il peggioramento.
Come si arriva alla diagnosi
Non esiste un esame del sangue o di imaging che dimostri la fibromialgia: la diagnosi è clinica, basata sulla diffusione e sulla durata del dolore e sui sintomi associati. Alcuni esami servono però a escludere altre condizioni che possono somigliarle, come i disturbi della tiroide, le malattie reumatiche infiammatorie o carenze vitaminiche.
Come si cura
Il trattamento più efficace è un percorso graduale e personalizzato: conoscere la condizione, svolgere attività fisica aerobica a intensità crescente, curare il sonno e, quando utile, affiancare un supporto psicologico come la terapia cognitivo-comportamentale. Alcuni farmaci che agiscono sulla modulazione del dolore possono aiutare, scelti caso per caso; i comuni antinfiammatori e gli oppioidi in genere non sono utili. Il ruolo della terapia del dolore è costruire e coordinare questo percorso; le procedure infiltrative non curano la fibromialgia, ma possono essere considerate quando coesiste una sorgente di dolore localizzata, per esempio un'articolazione o un tendine.
Quando rivolgersi subito al medico
- febbre, perdita di peso inspiegata o sudorazioni notturne;
- articolazioni gonfie o rigidità mattutina prolungata (possibile malattia infiammatoria);
- perdita di forza o di sensibilità in una zona precisa;
- dolore diffuso comparso per la prima volta dopo i 50 anni.
Trattamenti
Video
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Domande frequenti
La fibromialgia è "tutta nella testa"?
No. Il dolore è reale: dipende da come il sistema nervoso elabora i segnali, non da un'immaginazione del paziente. È una condizione riconosciuta nelle classificazioni internazionali del dolore cronico.
Esiste un esame che la conferma?
No, la diagnosi è clinica. Gli esami servono a escludere altre malattie con sintomi simili.
Le infiltrazioni servono?
Non curano la fibromialgia in sé. Possono essere utili solo se, accanto al dolore diffuso, c'è un dolore localizzato con una causa precisa, per esempio un'articolazione o un tendine.
Una visita specialistica permette di capire da dove nasce il dolore e quale percorso è più adatto.
Prenota una visitaFonti
- The IASP classification of chronic pain for ICD-11: chronic primary pain — Pain, 2019;160(1):28-37
- Central sensitization: implications for the diagnosis and treatment of pain — Pain, 2011;152(3 Suppl):S2-S15
- Chronic pain (primary and secondary) in over 16s — NICE Guideline [NG193] — NICE, 2021