Dolore cronico

Ipermobilità articolare e dolore cronico

Contenuto rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista ·

Sei ipermobile e hai sempre dolore? Non è nella tua testa
In breveAvere articolazioni più flessibili della media è comune e spesso non dà problemi. In alcune persone, però, l'ipermobilità si accompagna a dolore cronico diffuso, distorsioni e sublussazioni frequenti, stanchezza: si parla allora di disturbo dello spettro dell'ipermobilità (HSD) o, quando sono soddisfatti criteri precisi, di sindrome di Ehlers-Danlos ipermobile (hEDS). Il dolore è reale e spesso sottovalutato. La cura si basa soprattutto su esercizio di stabilizzazione e su un approccio globale al dolore.

Come si riconosce?

Il medico valuta la flessibilità con un semplice test a punti (il punteggio di Beighton: pollice che tocca l'avambraccio, mignolo che si estende oltre 90°, gomiti e ginocchia che vanno oltre l'estensione, mani a terra a gambe tese) e raccoglie la storia di dolore, lussazioni, distorsioni, e di eventuali familiari con gli stessi problemi. Nel 2017 una classificazione internazionale ha definito i criteri per distinguere l'ipermobilità asintomatica, l'HSD e la hEDS.

Perché fa male?

Articolazioni lasse sono meno stabili: muscoli e tendini lavorano di più per tenerle in posizione, si sovraccaricano e si infiammano; piccoli traumi e sublussazioni ripetute lasciano dolore. Nel tempo, in molte persone si aggiunge una sensibilizzazione del sistema nervoso, per cui il dolore si diffonde e diventa sproporzionato. Spesso coesistono stanchezza, disturbi del sonno, vertigini alzandosi in piedi, disturbi intestinali.

Come si cura?

  • esercizio terapeutico di rinforzo e di controllo motorio, progressivo e paziente, con un fisioterapista esperto;
  • educazione: imparare a dosare le attività ed evitare le posizioni estreme;
  • cura del sonno e della stanchezza;
  • farmaci scelti per il tipo di dolore, evitando l’uso cronico di oppioidi;
  • in casi selezionati, trattamenti mirati su un’articolazione o un tendine dolorosi.

Non è «nella tua testa»

Molte persone con ipermobilità arrivano alla diagnosi dopo anni di dolore non spiegato. Dare un nome al problema aiuta: permette di smettere di cercare una lesione che non c'è e di impostare un percorso sensato, che ha buone possibilità di migliorare la qualità di vita.

Quando rivolgersi subito al medico

  • lussazione di una spalla o di un’altra articolazione che non si riduce;
  • svenimenti ripetuti, dolore al petto, problemi di cuore in famiglia (alcune forme di Ehlers-Danlos coinvolgono i vasi).

Hai un dolore simile? Una visita permette di capire da dove nasce e quale percorso è più adatto.

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Articolo scritto e rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista che si occupa di terapia del dolore. Ha scopo informativo e non sostituisce una visita: solo uno specialista, dopo aver visitato il paziente, può stabilire la diagnosi e il trattamento più adatto. Altri video sul canale YouTube.