Dolore cronico

Trigger point e dolore miofasciale: quando il dolore arriva da un altro muscolo

Contenuto rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista ·

Il tuo dolore viene da un altro muscolo: i trigger point spiegati
In breveI trigger point sono piccoli punti tesi e dolorosi all'interno di un muscolo, che si sentono alla palpazione come un nodulo in una banda contratta. La loro caratteristica è il dolore riferito: premendo il punto, il dolore compare anche lontano, per esempio dalla spalla verso la testa. Sono una causa frequente di dolore al collo, alle spalle e alla schiena, si riconoscono con la visita e si trattano con esercizio, terapie manuali e, in casi selezionati, con trattamenti mirati sul punto.

Come si riconosce un trigger point?

Con le mani: il medico cerca nel muscolo una banda più tesa e, al suo interno, un punto particolarmente dolente. Premerlo riproduce il dolore che il paziente conosce, spesso irradiato in una zona tipica. Un consenso internazionale di esperti ha indicato proprio questi elementi — banda tesa, punto ipersensibile, dolore riferito — come i criteri principali per la diagnosi.

  • trapezio: dolore che sale verso la nuca e la tempia, spesso scambiato per mal di testa;
  • muscoli della spalla: dolore che scende lungo il braccio;
  • gluteo medio e piccolo: dolore alla natica e lungo la gamba, che può simulare una sciatica;
  • quadrato dei lombi: dolore lombare basso e al fianco.

Perché si formano?

Sovraccarichi ripetuti, posture mantenute a lungo, un trauma, oppure un muscolo che lavora male per proteggere un'altra struttura dolorante (un'articolazione con artrosi, un nervo irritato). Per questo il trigger point può essere sia la causa principale del dolore, sia una conseguenza di un altro problema da cercare.

Trigger point o altro?

Il dolore miofasciale si può confondere con altre condizioni: un dolore alla spalla e al braccio può sembrare una cervicobrachialgia, un dolore alla natica e alla coscia una sciatica, un dolore al petto un problema cardiaco. La differenza la fa la visita: nel dolore miofasciale non ci sono i deficit di forza, sensibilità o riflessi tipici della sofferenza di un nervo, e la pressione sul punto riproduce esattamente il dolore. Va distinto anche dalla fibromialgia, in cui il dolore è diffuso a molte zone del corpo e il meccanismo principale è un'amplificazione del dolore da parte del sistema nervoso.

Come si trattano?

Il primo passo è sempre l'esercizio: allungamento e rinforzo del muscolo coinvolto, correzione delle posture e dei carichi. Aiutano anche le tecniche manuali e il calore. Quando i punti restano attivi, si possono trattare direttamente con il dry needling o con piccole infiltrazioni di anestetico, che sotto guida ecografica raggiungono con precisione il punto all'interno del muscolo. Se c'è un problema a monte, va trattato anche quello, altrimenti i trigger point tornano.

Cosa puoi fare a casa

Pause frequenti se si lavora a lungo nella stessa posizione, una postazione di lavoro regolata bene, esercizi di allungamento dolce del muscolo interessato più volte al giorno, calore locale, e un'attività aerobica regolare come camminare o nuotare. L'automassaggio con una pallina sul punto doloroso, per un minuto o due, può dare sollievo. Se il dolore non migliora in qualche settimana, o torna sempre, conviene una valutazione per capire se c'è un problema a monte.

Quando rivolgersi subito al medico

  • dolore con febbre o con perdita di peso inspiegata;
  • debolezza vera di un muscolo, non solo dolore;
  • dolore al petto o al braccio sinistro con affanno: va escluso prima di tutto un problema cardiaco.

Hai un dolore simile? Una visita permette di capire da dove nasce e quale percorso è più adatto.

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Articolo scritto e rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista che si occupa di terapia del dolore. Ha scopo informativo e non sostituisce una visita: solo uno specialista, dopo aver visitato il paziente, può stabilire la diagnosi e il trattamento più adatto. Altri video sul canale YouTube.