Risonanza normale, dolore reale: perché esami e dolore non coincidono
Contenuto rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista ·
Perché la risonanza può essere normale?
Molte sorgenti di dolore non si vedono, o si vedono male, alle immagini: l'infiammazione di una piccola articolazione della colonna, un nervo irritato o intrappolato, un muscolo con punti dolorosi (trigger point), un'alterazione di come il sistema nervoso amplifica i segnali. Inoltre la risonanza fotografa il corpo fermo e sdraiato, mentre molti dolori compaiono solo con certi movimenti o posizioni.
E perché a volte mostra lesioni che non fanno male?
Con gli anni, dischi e articolazioni cambiano in quasi tutti. Una grande revisione di studi su persone senza alcun mal di schiena ha trovato segni di degenerazione del disco in oltre un terzo dei ventenni e in quasi tutti gli ottantenni; protrusioni ed ernie sono frequenti anche in chi non ha mai avuto dolore. Per questo un referto con «protrusione» o «artrosi» va sempre letto insieme alla visita: quella alterazione può essere la causa del dolore, oppure un semplice segno dell'età.
Come si trova allora la causa?
Con la storia clinica e l'esame fisico: dove fa male, come si irradia, cosa lo peggiora o lo migliora, quali movimenti lo riproducono. L'ecografia, fatta durante la visita, permette di guardare tendini, muscoli e nervi anche in movimento. Quando il sospetto cade su una struttura precisa, un blocco anestetico mirato può confermare se il dolore nasce davvero da lì.
Le cause che sfuggono più spesso agli esami
- le faccette articolari della colonna, piccole articolazioni che possono fare male anche con un’artrosi minima;
- l’articolazione sacroiliaca, tra colonna e bacino, causa frequente di dolore lombare basso e alla natica;
- nervi periferici intrappolati, come il nervo cutaneo laterale della coscia o i piccoli nervi della parete addominale;
- trigger point nei muscoli, che danno dolore anche a distanza;
- la sensibilizzazione centrale, in cui è il sistema nervoso ad amplificare il dolore.
Cosa fare con un referto «normale»?
Prima di tutto non smettere di cercare una spiegazione, ma neanche moltiplicare gli esami: ripetere la risonanza raramente aggiunge informazioni se i sintomi non sono cambiati. È più utile una valutazione specialistica che metta insieme sintomi, visita e immagini.
Le immagini restano utili
Questo non significa che la risonanza sia inutile: serve a escludere cause importanti (fratture, infezioni, tumori, compressioni gravi dei nervi) e a guidare le procedure quando la sorgente del dolore è stata individuata. Il punto è usarla per rispondere a una domanda precisa, nata dalla visita, e non come una fotografia che da sola dica perché fa male. Quando immagini, sintomi e visita raccontano la stessa storia, la diagnosi è solida; quando non coincidono, è la visita a dover guidare le scelte.
Quando rivolgersi subito al medico
- dolore dopo un trauma importante o in chi ha l’osteoporosi;
- febbre, perdita di peso inspiegata, storia di tumore;
- debolezza di una gamba o di un braccio, formicolii che si estendono, difficoltà a controllare urina o feci.
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