Vene e circolazione

Voli lunghi e circolazione: cosa protegge davvero

Contenuto rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista ·

Voli Lunghi e Vene: Cosa Protegge Davvero la Circolazione in Aereo
In breveRestare seduti per molte ore in uno spazio stretto rallenta la circolazione nelle gambe e aumenta il rischio di trombosi venosa profonda, soprattutto nei viaggi oltre le 4 ore e nelle persone già a rischio. Per la maggior parte dei viaggiatori il rischio resta basso e bastano semplici accorgimenti: muoversi, muovere le caviglie, bere. Chi ha fattori di rischio può beneficiare di calze elastiche, che riducono il rischio di trombosi senza sintomi, e in casi particolari di altre misure decise con il medico.

Chi è più a rischio?

  • chi ha avuto una trombosi o un’embolia;
  • chi ha subito un intervento chirurgico o un trauma recente;
  • gravidanza e primo periodo dopo il parto;
  • chi assume pillola o terapia ormonale con estrogeni;
  • tumori in corso, alcune malattie della coagulazione, obesità importante, età avanzata;
  • varici importanti.

Cosa fare durante il volo

  • alzati e cammina nel corridoio quando possibile;
  • da seduto, muovi spesso le caviglie: punte su e giù, cerchi con i piedi;
  • scegli, se puoi, il posto lato corridoio;
  • bevi acqua a sufficienza ed evita troppo alcol;
  • non tenere borse sotto il sedile che impediscano di muovere le gambe; evita indumenti stretti in vita.

Le calze elastiche

Una revisione Cochrane ha mostrato che le calze a compressione graduata indossate durante i voli lunghi riducono nettamente le trombosi venose senza sintomi rilevate con l'ecografia, e riducono il gonfiore delle gambe. Sono utili soprattutto per chi ha fattori di rischio. Chi è a rischio alto deve parlarne con il medico prima di partire: in alcuni casi si valuta una profilassi con farmaci anticoagulanti. L'aspirina non è indicata per questo scopo.

Non solo in aereo

Le stesse regole valgono per i lunghi viaggi in auto, pullman o treno: fermarsi ogni una-due ore per camminare, muovere le caviglie, bere. Il rischio legato al viaggio resta aumentato per alcune settimane: un gonfiore doloroso del polpaccio comparso nei giorni successivi va sempre segnalato al medico.

Quando rivolgersi subito al medico

  • nei giorni dopo il viaggio: gonfiore, dolore o calore di un polpaccio;
  • affanno improvviso, dolore al petto, tosse con sangue: chiama il 112.

Hai un dolore simile? Una visita permette di capire da dove nasce e quale percorso è più adatto.

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Articolo scritto e rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista che si occupa di terapia del dolore. Ha scopo informativo e non sostituisce una visita: solo uno specialista, dopo aver visitato il paziente, può stabilire la diagnosi e il trattamento più adatto. Altri video sul canale YouTube.