Sindrome dolorosa regionale complessa (CRPS): il dolore sproporzionato dopo una piccola lesione
Contenuto rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista ·
Come si presenta?
Di solito colpisce una mano o un piede, nelle settimane successive a un trauma, anche piccolo, o a un intervento. I segni tipici sono:
- dolore continuo, spesso bruciante, molto più forte di quanto ci si aspetterebbe;
- dolore al semplice contatto, anche dei vestiti o delle lenzuola (allodinia);
- pelle più calda o più fredda, arrossata, violacea o pallida rispetto all’altro lato;
- gonfiore e sudorazione diversa;
- rigidità, debolezza, a volte cambiamenti di unghie e peli.
Come si fa la diagnosi?
Non esiste un esame del sangue o di imaging che la dimostri: si usano i criteri di Budapest, che richiedono un dolore sproporzionato più una combinazione di sintomi e segni in quattro aree (sensibilità, circolazione e colore, gonfiore e sudorazione, movimento e trofismo), oltre all'esclusione di altre cause. Per questo è facile che passi inosservata o venga scambiata per una normale lentezza nel recupero.
Perché succede?
Il meccanismo non è del tutto chiarito: concorrono un'infiammazione più intensa e prolungata del normale, alterazioni dei piccoli nervi e del sistema nervoso autonomo, e cambiamenti nel modo in cui midollo e cervello elaborano il dolore e la percezione dell'arto.
Chi rischia di più?
La CRPS è più frequente nelle donne e dopo le fratture del polso, le fratture e le distorsioni della caviglia, e gli interventi alla mano e al piede. Un fattore che sembra contare è un dolore molto intenso nei primi giorni dopo il trauma; anche un'immobilizzazione prolungata o un gesso troppo stretto possono favorirla. Nella maggior parte dei casi migliora nel corso di mesi, soprattutto se riconosciuta e trattata presto; in una parte delle persone invece persiste, ed è proprio lì che un percorso specialistico fa la differenza.
Come si cura?
Il cardine è la riabilitazione: muovere e usare l'arto in modo graduale, con fisioterapia e terapia occupazionale, e tecniche che lavorano sulla percezione dell'arto, come la terapia dello specchio. Accanto alla riabilitazione si usano farmaci scelti in base alla fase e ai sintomi e, in casi selezionati, blocchi nervosi che riducono il dolore abbastanza da permettere di fare gli esercizi. Nei casi resistenti esistono tecniche di neuromodulazione. Un percorso coordinato e precoce è ciò che fa la differenza.
Cosa fare se sospetti una CRPS
Se dopo un trauma o un intervento il dolore, invece di calare, aumenta e compaiono gonfiore, cambi di colore o di temperatura, parlane subito con il medico o con lo specialista che ti segue: non aspettare che passi da sola. Nel frattempo, non smettere di usare l'arto per paura del dolore: l'immobilità tende a peggiorare la situazione. Una valutazione in terapia del dolore permette di confermare la diagnosi con i criteri corretti e di impostare insieme al fisioterapista un percorso di cura.
Quando rivolgersi subito al medico
- arto molto gonfio, caldo e arrossato con febbre (possibile infezione);
- gonfiore di tutto il polpaccio o della gamba con dolore (possibile trombosi);
- dita fredde, pallide o bluastre in modo improvviso dopo un gesso troppo stretto.
Hai un dolore simile? Una visita permette di capire da dove nasce e quale percorso è più adatto.
Prenota una visitaFonti
- Harden RN, et al. Validation of proposed diagnostic criteria (the “Budapest Criteria”) for Complex Regional Pain Syndrome. Pain, 2010.
- Ferraro MC, et al. Complex regional pain syndrome: advances in epidemiology, pathophysiology, diagnosis, and treatment. Lancet Neurology, 2024.
- Tran DQH, Duong S, Bertini P, Finlayson RJ. Treatment of complex regional pain syndrome: a review of the evidence. Canadian Journal of Anesthesia, 2010.