Nervi e dolore neuropatico

Il dolore dopo un intervento riuscito: dolore cronico post-chirurgico e cicatrici dolorose

Contenuto rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista ·

Il dolore dopo un'operazione riuscita: esiste e ha un nome
La cicatrice è guarita, ma il dolore no — ecco perché
In breveDopo un intervento il dolore dovrebbe diminuire nel giro di settimane. Quando persiste o compare oltre i tre mesi, nella zona operata o nella zona della cicatrice, e non è spiegato da un'infezione o da una complicanza, si parla di dolore cronico post-chirurgico. Non è raro, soprattutto dopo interventi su torace, mammella, ernia inguinale e articolazioni. Spesso dipende da un piccolo nervo lesionato o intrappolato nella cicatrice, e si può trattare in modo mirato.

Come si riconosce?

Il dolore è nella zona dell'intervento o lungo il territorio di un nervo che la attraversa. Spesso ha caratteristiche neuropatiche: bruciore, scosse, formicolio, intorpidimento accanto a punti molto sensibili al tocco. A volte basta premere su un punto preciso della cicatrice per scatenarlo: è il segno che lì c'è un nervo irritato o un piccolo neuroma.

Perché succede?

Durante un intervento piccoli nervi possono essere stirati, tagliati o inglobati nella cicatrice. Su questo si innestano altri fattori che aumentano il rischio: un dolore forte già prima dell'intervento, un dolore post-operatorio intenso e controllato male nei primi giorni, l'ansia e la tendenza a temere il peggio, alcuni tipi di intervento. Per questo la prevenzione comincia già in sala operatoria e nei giorni successivi.

Quanto è frequente?

Più di quanto si pensi. A seconda del tipo di intervento, una quota non trascurabile di persone ha ancora dolore mesi dopo, e in una parte di loro il dolore è abbastanza forte da limitare le attività quotidiane. Gli interventi più spesso coinvolti sono quelli sul torace, sulla mammella, sull'ernia inguinale, le amputazioni e le protesi di ginocchio. Riconoscere che si tratta di una condizione precisa, con un nome e delle cure, è il primo passo: molti pazienti si sentono dire che «l'intervento è andato bene» e restano senza risposta per il loro dolore.

Come si cura?

Prima si escludono le cause che richiedono altro (infezione, ernia recidiva, protesi mobilizzata). Poi la visita, aiutata dall'ecografia, cerca il nervo responsabile. Le opzioni comprendono farmaci per il dolore neuropatico, desensibilizzazione e riabilitazione della cicatrice, e blocchi ecoguidati del nervo interessato: servono sia a confermare la diagnosi sia a ridurre il dolore. In casi selezionati si può ricorrere alla radiofrequenza sul nervo.

La prevenzione: cosa si può fare prima e subito dopo

Un buon controllo del dolore nei giorni dopo l'intervento non è solo una questione di comfort: riduce il rischio che il dolore diventi cronico. Tecniche di anestesia regionale e blocchi nervosi eseguiti durante l'intervento, una terapia antidolorifica impostata con regolarità nei primi giorni, la mobilizzazione precoce e il riconoscimento tempestivo di un dolore che non segue il decorso atteso sono gli strumenti principali. Se hai già un dolore cronico prima di operarti, parlane con l'anestesista: è un fattore di rischio da gestire in anticipo.

Quando rivolgersi subito al medico

  • febbre, arrossamento, calore o secrezione dalla ferita;
  • dolore che aumenta di giorno in giorno invece di calare;
  • gonfiore della gamba o del braccio, o affanno improvviso.

Hai un dolore simile? Una visita permette di capire da dove nasce e quale percorso è più adatto.

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Articolo scritto e rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista che si occupa di terapia del dolore. Ha scopo informativo e non sostituisce una visita: solo uno specialista, dopo aver visitato il paziente, può stabilire la diagnosi e il trattamento più adatto. Altri video sul canale YouTube.