Longevità e stile di vita

Le cellule senescenti («zombie») e l’invecchiamento

Contenuto rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista ·

Le Cellule Zombie Che Ti Fanno Invecchiare Prima
In breveCon l'età, e dopo danni come radiazioni, infezioni o stress ossidativo, alcune cellule smettono definitivamente di dividersi ma non muoiono: restano nei tessuti e rilasciano sostanze infiammatorie che danneggiano le cellule vicine. Sono le cellule senescenti, chiamate anche «zombie». Il loro accumulo è uno dei meccanismi dell'invecchiamento. Negli animali eliminarle migliora la salute; negli esseri umani i farmaci che le colpiscono (senolitici) sono ancora sperimentali.

Cosa sono?

La senescenza è in origine un meccanismo di protezione: una cellula danneggiata smette di dividersi, così non rischia di diventare tumorale. Normalmente queste cellule vengono poi eliminate dal sistema immunitario. Con l'età l'eliminazione rallenta e le cellule senescenti si accumulano. Producono un insieme di molecole infiammatorie e di enzimi (il cosiddetto fenotipo secretorio) che contribuisce all'infiammazione cronica di basso grado tipica dell'invecchiamento.

Cosa sappiamo dagli studi

In esperimenti sui topi, eliminare le cellule senescenti ha ritardato la comparsa di diverse malattie legate all'età e allungato la vita in salute. Queste scoperte hanno aperto la ricerca sui senolitici, farmaci che le eliminano selettivamente, e sui senomorfici, che ne riducono gli effetti. Nell'uomo i primi studi sono piccoli e preliminari: non ci sono ancora indicazioni per usarli fuori dalle sperimentazioni cliniche.

Un equilibrio delicato

Le cellule senescenti non sono solo dannose: partecipano alla guarigione delle ferite e alla protezione dai tumori. Per questo eliminarle in modo indiscriminato potrebbe avere effetti indesiderati. È uno dei motivi per cui i ricercatori procedono con cautela e per cui i senolitici restano, per ora, nel campo della sperimentazione.

Cosa possiamo fare oggi

Le misure con le prove migliori per un invecchiamento in salute restano quelle note, che agiscono anche sull'infiammazione cronica: attività fisica regolare, un'alimentazione di tipo mediterraneo, non fumare, poco alcol, un sonno adeguato, un peso sano. Diffidare di integratori e prodotti venduti come «senolitici»: non ci sono prove che funzionino nell'uomo.

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Articolo scritto e rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista che si occupa di terapia del dolore. Ha scopo informativo e non sostituisce una visita: solo uno specialista, dopo aver visitato il paziente, può stabilire la diagnosi e il trattamento più adatto. Altri video sul canale YouTube.