Dolore acuto: perché va trattato bene e subito
Contenuto rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista ·
Perché il dolore acuto va curato?
Il dolore acuto ha uno scopo: proteggere la parte lesa. Ma oltre una certa intensità non aggiunge protezione, toglie solo. Chi ha molto dolore dorme male, si muove poco, respira peggio dopo un intervento al torace o all'addome, mangia meno e recupera più lentamente. E un dolore forte e prolungato nei primi giorni è uno dei fattori che più aumentano il rischio di dolore persistente nei mesi successivi.
Come può diventare cronico?
Un segnale doloroso intenso e continuo modifica il sistema nervoso: i neuroni del midollo spinale diventano più eccitabili e «imparano» il dolore, un fenomeno chiamato sensibilizzazione. Se questo processo non viene fermato, il dolore può continuare anche quando la lesione è guarita. Per questo il controllo del dolore nelle prime ore e nei primi giorni non è un lusso, ma una forma di prevenzione.
Come si cura il dolore acuto?
La strategia migliore combina più strumenti, scelti in base alla causa e alla persona:
- farmaci assunti a orari regolari, non solo «al bisogno», per i primi giorni;
- associazioni di farmaci con meccanismi diversi, per ottenere più effetto con dosi più basse di ciascuno;
- tecniche di anestesia locoregionale e blocchi nervosi ecoguidati, molto efficaci per fratture e interventi su arti, spalla, torace;
- ghiaccio, posizionamento, immobilizzazione solo per il tempo necessario;
- ritorno precoce e graduale al movimento, appena possibile.
Cosa evitare
Stringere i denti e aspettare che passi; prendere antidolorifici a caso, in quantità o combinazioni sbagliate; restare immobili più a lungo del necessario per paura del dolore. Se il dolore non cala nei giorni attesi, cambia carattere (diventa bruciante, a scossa) o si estende, va rivalutato: può essere il segno di una complicanza o dell'inizio di un dolore che rischia di cronicizzare.
Quando rivolgersi subito al medico
- dolore fortissimo e crescente dopo un gesso o un bendaggio, con dita fredde o intorpidite;
- dolore con febbre, arrossamento e calore della zona;
- dolore al petto, affanno, dolore addominale improvviso e violento;
- dopo un trauma: debolezza, intorpidimento, difficoltà a controllare urina o feci.
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