Bruciore ai piedi nel diabete: la neuropatia diabetica dolorosa
Contenuto rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista ·
Come si riconosce?
I sintomi cominciano di solito dalle dita dei piedi e salgono lentamente, in modo simmetrico, «a calza»; più avanti possono comparire anche alle mani, «a guanto».
- bruciore o dolore urente, scosse, puntura di spilli;
- formicolio e intorpidimento;
- fastidio al contatto delle lenzuola;
- sintomi che peggiorano la sera e di notte.
Perché succede?
La glicemia alta nel tempo danneggia le fibre nervose e i piccoli vasi che le nutrono. Altri fattori contribuiscono: pressione alta, grassi nel sangue, fumo, alcol, carenza di vitamina B12 (più frequente in chi prende metformina da anni). La diagnosi si basa sulla visita e su semplici test della sensibilità; altri esami servono a escludere cause diverse dal diabete.
Perché i piedi vanno controllati ogni giorno
La neuropatia non dà solo dolore: riduce anche la sensibilità. Un sassolino nella scarpa, una vescica o un piccolo taglio possono passare inosservati e trasformarsi in una ferita difficile da guarire. Per questo chi ha il diabete, e soprattutto chi ha una neuropatia, deve guardarsi i piedi ogni giorno (anche con uno specchio), usare scarpe comode e controllarle dentro prima di indossarle, evitare di camminare scalzo, tagliare le unghie con attenzione e far controllare i piedi regolarmente dal medico o dal podologo.
Come si cura?
Il primo obiettivo è il buon controllo della glicemia e degli altri fattori di rischio, che rallenta il danno. Per il dolore, le linee guida indicano come prima scelta alcuni farmaci che agiscono sul sistema nervoso (della famiglia degli antiepilettici come pregabalin e gabapentin, o degli antidepressivi come duloxetina e amitriptilina), scelti e dosati in base al paziente. I comuni antinfiammatori servono poco; gli oppioidi non sono indicati come prima scelta. Per un dolore localizzato si possono usare cerotti o creme specifiche. Esercizio fisico e cura dei piedi completano il percorso.
Quando rivolgersi alla terapia del dolore
Quando il dolore disturba il sonno o le attività nonostante i farmaci di prima scelta, quando gli effetti collaterali impediscono di raggiungere la dose utile, o quando si prendono già molti farmaci e serve un piano che li metta in ordine. Lo specialista valuta le combinazioni più adatte, le alternative locali e, nei casi più difficili che non rispondono alle terapie standard, tecniche di neuromodulazione. L'obiettivo realistico è ridurre il dolore in modo significativo e migliorare sonno e qualità di vita.
Quando rivolgersi subito al medico
- una ferita, una vescica o un’unghia incarnita al piede che non guarisce;
- piede caldo, gonfio e arrossato;
- debolezza che peggiora rapidamente o sintomi che salgono in pochi giorni.
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