Colonna e torace

Dolore al petto con il cuore sano: quando viene dalla colonna o dalle costole

Contenuto rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista ·

Dolore al petto ma il cuore sta bene: ecco cosa sta succedendo
Dolore al petto ma il cuore sta bene? La colonna toracica inganna tutti
In breveUn dolore al petto va sempre valutato prima di tutto per escludere cause cardiache, polmonari o gastriche. Quando il cuore risulta sano, una causa frequente è la parete del torace: le cartilagini che uniscono le costole allo sterno (costocondrite), i muscoli, oppure le articolazioni tra vertebre e costole della colonna toracica, che possono riferire il dolore in avanti. Questi dolori si riconoscono perché cambiano con i movimenti, il respiro profondo o la pressione su punti precisi, e si curano.

Prima di tutto: escludere il cuore

Un dolore al petto nuovo, oppressivo, che compare con lo sforzo o si accompagna ad affanno, sudorazione, nausea o dolore al braccio, alla mandibola o alla schiena va valutato subito in pronto soccorso. Solo dopo che cuore, polmoni, aorta ed esofago sono stati esclusi ha senso cercare la causa nella parete del torace o nella colonna.

Le cause più comuni a cuore sano

  • costocondrite: infiammazione delle cartilagini tra costole e sterno, dolore puntorio ai lati dello sterno che si riproduce premendo; nella sindrome di Tietze c’è anche gonfiore;
  • colonna toracica: le articolazioni tra vertebre e costole o le faccette articolari possono dare un dolore che gira lungo la costola fino al petto, che peggiora ruotando il busto o respirando a fondo;
  • nervi intercostali: dolore a fascia lungo una costola, a volte bruciante (attenzione anche all’herpes zoster, che può dare dolore prima delle vescicole);
  • muscoli del torace e trigger point, dopo sforzi o colpi di tosse ripetuti.

Come si arriva alla diagnosi?

Con la visita: la palpazione di sterno, cartilagini e colonna, i movimenti del busto e del respiro che riproducono il dolore. L'ecografia aiuta a vedere cartilagini e articolazioni costali. Riconoscere che il dolore ha un'origine muscolo-scheletrica è importante anche perché rassicura e permette di smettere di ripetere esami cardiologici inutili.

Come si cura?

Di solito bastano riposo relativo dagli sforzi che lo scatenano, calore, antinfiammatori per brevi periodi ed esercizi di mobilità per la colonna toracica. Quando il dolore persiste, un'infiltrazione ecoguidata sul punto responsabile (la cartilagine costale, l'articolazione costo-vertebrale, il nervo intercostale) può ridurre il dolore e confermare la diagnosi.

Perché ci si preoccupa tanto, ed è giusto così

Il dolore al petto spaventa, e la paura stessa può aumentare la tensione dei muscoli del torace e il dolore. Sapere che cuore e polmoni sono stati controllati, e che la causa è nella parete del torace o nella colonna, aiuta molte persone a uscire da questo circolo. Ma la regola resta: se il dolore cambia, diventa diverso dal solito o compare con sforzo e affanno, va rivalutato senza esitare, anche se in passato gli esami erano normali.

Quando rivolgersi subito al medico

  • dolore oppressivo, con sforzo, affanno, sudorazione o irradiato a braccio, collo o mandibola: chiama il 112;
  • dolore lacerante che va verso la schiena;
  • affanno improvviso, soprattutto dopo un lungo viaggio o un intervento;
  • febbre e tosse con dolore al respiro.

Hai un dolore simile? Una visita permette di capire da dove nasce e quale percorso è più adatto.

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Articolo scritto e rivisto dal Dr. Pietro Bertini, medico anestesista che si occupa di terapia del dolore. Ha scopo informativo e non sostituisce una visita: solo uno specialista, dopo aver visitato il paziente, può stabilire la diagnosi e il trattamento più adatto. Altri video sul canale YouTube.